programma del laboratorio 2a



LABORATORIO INTEGRATO DI PROGETTO E COSTRUZIONE 2
MODULO DI COMPOSIZIONE

LABORATORIO 2A
Prof. Marco Lecis
Tutor: Ing. Silvia Carrucciu, Arch. Maria Corsini, Arch. Marco Moro

Programma del Laboratorio di progetto 2a


Laboratorio, lavoro collettivo
Il laboratorio di progettazione è inteso letteralmente come ‘laboratorio’: spazio di lavoro, ricerca e critica sull’attività di progetto, sull’architettura come esperienza pratica e come fatto di cultura. Al II anno della sua formazione lo studente riprende il percorso di conoscenza e attività progettuale inaugurato l’anno precedente: date per acquisite le nozioni di base della composizione e della rappresentazione, si intende ora guidarlo verso una maturazione ulteriore dei propri strumenti operativi e un approfondimento dei temi formali e teorici della disciplina. Sono perciò indicati alcuni argomenti generali che saranno oggetto di studio durante il laboratorio, sia nell’attività di progetto, sia attraverso letture e seminari. Sono temi che corrispondono a questioni cardine dell’esperienza storica dell’architettura e del dibattito contemporaneo.

L’obbiettivo è quello di incoraggiare un primo passo che dalle conoscenze elementari sull’architettura muova verso una sua immagine più complessa, in cui comincino a delinearsi punti di vista diversi e linee di ricerca alternative. E ciò sia in riferimento alla cultura architettonica attuale, sia in una prospettiva di maggiore profondità e lunga durata: cioè in rapporto dialettico con le esperienze della prima modernità e le tradizioni storiche della disciplina. Si cercherà di stimolare nello studente la coscienza dell’architettura come di una cultura di ampio respiro, di cui sentirsi eredi responsabili e interpreti pieni di immaginazione, guardandola al di là di riduzioni manualistiche e rigidezze ideologiche.


Temi di studio
Il corso è organizzato intorno alla riflessione su alcuni temi generali che riguardano la pratica e la cultura del progetto e che saranno presentati e discussi in aula. I temi scelti individuano alcuni momenti chiave dell’attività progettuale e li propongono alla riflessione degli studenti inquadrando il loro esercizio pratico nella prospettiva del dibattito teorico contemporaneo. I temi così definiti saranno perciò strumento di verifica nella valutazione del lavoro degli studenti: al loro riguardo si richiederà una risposta coerente e persuasiva. I temi sono: riconoscere un tema; strategie di insediamento; logiche interne dell’oggetto.


Riconoscere un tema
All’avvio del lavoro il progettista sperimenta sempre disorientamento: come cominciare? Quale questione considerare per prima? Quale metodologia applicare? Ogni progetto mette in campo una varietà di elementi eterogenei che, senza l’intervento del progettista, non potrebbero mai comporsi in un insieme coeso. Quella coesione, quella tensione interna, è propriamente l’oggetto del lavoro dell’architetto: è lui che definisce le gerarchie e i modi delle relazioni. Per fare questo è necessario uno sforzo di sintesi: far emergere quegli aspetti che, più di tutti gli altri, abbiano la capacità di istituire una forma d’ordine, un certo grado di coerenza, che facciano sì che il manufatto non sia percepito più come un aggregato di elementi estranei, ma come insieme compiuto. Quella sintesi è l’individuazione del tema: una questione, tra quelle offerte dal progetto, che possa emergere come figura guida e orientare lo sviluppo del lavoro.

Strategie di insediamento
Ogni architettura si definisce nella relazione con lo spazio in cui va a insediarsi. Le strategie di insediamento possono essere diverse, possono istituire una dialettica più o meno complessa con il luogo: di continuità, di complementarità o di contrasto. L’insediamento però è un momento chiave per il progetto e apre ad un compito e ad una responsabilità superiore del progettista, che va al di là della semplice modellazione di un oggetto: ogni nuovo intervento è sempre il completamento di un luogo, un manufatto appartenente ad un ordine di forme e figure non semplicemente autonomo e autodeterminato, ma più generale e già presente: quello del paesaggio, che sia esso naturale, rurale o urbano; che sia il riflesso delle trasformazioni ultime della realtà presente o dell’intreccio delle sue esperienze storiche; di quelle concrete e di quelle proiettate sui luoghi dallo sguardo dell’uomo.

Logiche interne dell’oggetto
Questo tema è intimamente legato al precedente e ne risulta complementare: si tratta della concezione di un’architettura nelle sue linee di coerenza interna. Un’architettura, come si è detto, deve interpretare e rispondere ai caratteri del luogo, ma deve avere anche forza e carattere propri, essere espressione di una logica compositiva, costituire a suo modo un sistema compiuto e organizzato. Durante le lezioni saranno presentate e discusse diverse metodologie con l’intento di evitare che i progetti del laboratorio nascano dall’adesione solo estemporanea ad uno stile o a un modello, ma siano invece un esercizio di coscienza critica e consapevolezza di un modus operandi.


ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA

Al centro della didattica sarà il lavoro di progettazione: gli esercizi di analisi e le lezioni teoriche saranno incentrati sui temi e sui luoghi di progetto. Ogni incontro sarà anticipato da una comunicazione del professore, dei tutores o di docenti invitati. Nozioni teoriche e informazioni pratiche sono intese ad integrare e dare la necessaria prospettiva di cultura all’attività di progetto.


CONTENUTI TEORICI  DEL LABOTAORIO

Il laboratorio si basa sull’idea che l’elaborazione teorica sia organica al lavoro di progetto e, viceversa, le scelte progettuali nascano da informazioni e giudizi formatisi attraverso i testi. Per tanto, insieme alla prova pratica, è richiesta una preparazione teorica che sarà condotta attraverso la lettura di 4 testi brevi estratti da libri.
I testi selezionati sono:

Louis Kahn, Form and design, in “Achitectural Design” aprile 1961; trad. It. Forma e progetto, in Architettura è, a cura di Maria Bonaiti, Electa, Milano 2002.
Aldo Rossi, Architettura per i Musei, in AA.VV., Teoria della progettazione architettonica, Dedalo, Bari 1968, oggi in Aldo Rossi, Scritti scelti 1956-1972, a cura di Rosaldo Bonicalzi, Clup, Milano1975 (edizione recente: Quodlibet Abitare 2012).

Rem Koolhaas, Junkspace, in Junkspace, Quodlibet, Macerata 2006.
Peter Zumthor, Atmosfere. Ambienti architettonici. Le cose che ci circondano, Electa, Milano, 2007.
Al termine del laboratorio si terrà un test a risposte multiple sui testi indicati sopra. Gli altri testi in bibliografia non saranno oggetto del test e sono proposti solo come libera integrazione e approfondimento sui temi discussi.



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Di seguito si danno alcuni riferimenti bibliografici sui luoghi, sul progetto e sui temi di discussione nel corso.


SULLE SALITRERAS

Eugenio Garcés Feliú, Las ciudades del salitre, Origenes, Santiago 1999


RICONOSCIMERE UN TEMA
Aldo Rossi, Introduzione a Boullée, in Etienne Lousi Boullée, Architettura. Saggio sull’arte, Marsilio, Padova 1967.
Grassi, Questioni di progettazione in Architettura lingua morta, Quaderni di Lotus, Milano 1988; oggi in Giorgio Grassi, Scritti Scelti 1965-1999, Franco Angeli, Milano 2000.



STRATEGIE DI INSEDIAMENTO


Rem Koolhaas, Junkspace, Quodlibet, Macerata 2006.

Kenneth Frampton, Towards a Critical Regionalism: Six Points for an Architecture of Resistance, in The Anti-Aesthetic. Essays on Postmodern Culture (1983) edited by Hal Foster, Bay Press, Port Townsen; trad it. Anti tabula rasa: verso un Regionalismo critico, in “Casabella” n. 500 marzo 1984, p. 22.

Ernesto Nathan Rogers, Le preesistenze ambientali e i temi pratici contemporanei, “Casabella Continuità”, 204 (febbraio-marzo 1955), pp. 3 e sgg., ripubblicato in Id., L’esperienza dell’architettura, Torino, Einaudi, 1958, p. 305-309.

Ernesto Nathan Rogers, Il problema di costruire nelle preesistenze ambientali, in Id., L’esperienza dell’architettura, Torino, Einaudi, 1958, nella riedizione Skira del ‘97 pp. 286-192.

Martin Heidegger, Costruire Abitare Pensare, in Saggi e discorsi, tr. it. di G. Vattimo, Mursia Editore, Milano 1976.

Adolf Loos, Architettura (1910), in Parole nel vuoto, Milano, Adelphi 1996, pp.241-256.

Gustavo Giovannoni, Contrasti e accordi, capitolo I di Vecchie città ed edilizia nuova, Torino, 1931, ripubblicato a cura di Francesco Ventura, Milano, Città Studi edizioni, 1995.

Ernesto Nathan Rogers, Tradizione e talento individuale, Milano, febbraio 1954, in Id., L’esperienza dell’architettura, Torino, Einaudi, 1958 (nell’edizione Skira, Milano 1997 a p. 260).

Martin Heidegger, …Poeticamente abita l’uomo…, in Saggi e discorsi, tr. it. di G. Vattimo, Mursia Editore, Milano 1976.

Aldo Rossi, Il locusIl Foro Romano; I monumenti. Critica al concetto di ambiente in L’individualità dei fatti urbani. L’architettura, capitolo terzo de L’Architettura della città, Marsilio, Padova 1966, da p.139 nell’edizione Città Studi Edizioni del 1995.

Kenneth Frampton, Luogo, Forma, Identità Culturale, in “Domus”, N. 673, Giugno 1986.

Giorgio Grassi, Nota sull’architettura rurale (1977), in Scritti Scelti 1965-1999, Franco Angeli, Milano 1999.

Giorgio Grassi, La ricostruzione del luogo (1992), in Scritti Scelti 1965-1999, Franco Angeli, Milano 1999.

Giorgio Grassi, Progetti per la città antica, in “Casabella” n. 666, aprile 1999, oggi in Scritti Scelti 1965-1999, Franco Angeli, Milano 1999.

Rafael Moneo, Contra la indiferencia como norma, conferenza Anyway, tenuta a Barcellona nel 1993, ora inRafael Moneo 1967-2004, “El Croquis”, n. 20+64+98, 2004, p. 646.

Marc Augé, Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, tr. it.    di D. Rolland, Eleuthera, Milano 1983.



LOGICHE INTERNE DELL’OGGETTO

Carlos Martí Arís, Il concetto di trasformazione come motore del progetto, in La centina e l’arco, Christian Marinotti Edizioni, Milano 2007, pp 33-44, trad. it. di Marco Lecis; vedi anche Dialogo con Carlos Martí Arís a proposito de Il concetto di trasformazione come motore del progetto, a cura di Marco Lecis, in “Aión”, n.13, p. 113.

Peter Eisenman, Dall’oggetto alla relazionalità: la Casa del fascio di Terragni, in “Casabella”, n. 344, gennaio 1970, pp. 38-41.

Rafael Moneo, Sul concetto di tipo. Considerazioni intorno alla tipologia, in La solitudine degli edifici e altri scritti, vol.I, Allemandi, Torino 2000, pp. 13 e sgg. Pubblicato per la prima volta in “Oppositions”, n. 13, 1978, pp. 23-45, con il titolo On Typology.

Antonie Quatremère de Quincy, Dictionnaire historique d‘Architecture, Paris 1832, trad. it. Quatremère de Quincy.Dizionario Storico di architettura, a cura di V. Farinati, G. Tyssot Marsilio ed., Venezia 1992, la voce Tipo pp. 271 e sgg.

Ignasi de Solá-Morales, De la memoria a la abstracción: la imitación arquitectónica en la tradición Beaux Arts, in “Arquitectura”, n.243, luglio-agosto 1983, pp. 56-63; trad. it., Dalla memoria all’astrazione: l’imitazione architettonica nella tradizione Beaux Arts, in Id, Archeologia del moderno, Umberto Allemandi, Torino 2005, pp. 43-62.

Giulio Carlo Argan, Sul concetto di tipologia, in Progetto e destino, Il saggiatore, Milano 1965, pp.75-81.

Carlo Aymonino, La formazione del concetto di tipologia edilizia, in AA. VV. La formazione del concetto di tipologia edilizia. Atti del corso di caratteri distributivi degli edifici. Anno Accademico 1964-65, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Venezia 1965.

Aldo Rossi, Questioni tipologiche e Critica al funzionalismo ingenuo, dal capitolo primo de L’Architettura della città, Marislio, Padova 1966.

Aldo Rossi, Tipologia manualistica e architettonica, in Rapporti tra la morfologia urbana e la tipologia edilizia, Cluva ed., Venezia 1966; oggi in Aldo Rossi, Scritti scelti 1956-1972, a cura di Rosaldo Bonicalzi, Clup, Milano1975.

Vittorio Gregotti, Tipo, uso, significato, in Il territorio dell’architettura, Milano 1966, nell’edizione del 2008 pp.145 e sgg.

Ad vocem “Tipo” in DAU. Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica,va cura di Paolo Portoghesi, Roma 1968.

Oswald Mathias Ungers, Criteri di progettazione – Planning criteria, in “Lotus international”, n.11, 1976.

Anthony Vidler, The idea of type: the transformation of the academic Ideal 1750-1830, in “Oppositions” n. 8, 1977, pp. 95-115.

Anthony Vidler, The third typology, in “Oppositions” n.6 1977, trad. It., La terza tipologia, in “AIÓN” n.9 2005, pp.37-42.

Colin Rowe, La matematica della villa ideale, in Rowe, La matematica della villa ideale e altri scritti, a cura di P. Berdini, Zanichelli, Bologna 1990; testo originale The Mathematics of the Ideal Villa, in “Architectural Review”, n.101, marzo 1947.
Colin Rowe, Introduzione a Roma interrotta, Roma 1978.

Rafael Moneo, Sul concetto di tipo. Considerazioni intorno alla tipologia, in La solitudine degli edifici e altri scritti, vol.I, Allemandi, Torino 2000, pp. 13 e sgg. Pubblicato per la prima volta in “Oppositions”, n. 13, 1978, pp. 23-45, con il titolo On Typology.

«Casabella» n. 509-510, gennaio-febbraio 1985, numero monografico I terreni della tipologia.

Luciano Semerani, a cura di, Dizionario critico illustrato delle voci più utili all’architetto moderno, Edizioni C.E.L.I., Faenza 1993. La voce Tipo a cura di Carlos Martí Arís, pp. 183-194.

Giorgio Grassi, Il carattere degli edifici, in “Casabella”, n. 722, aprile 2004.

Rem Koolhaas, Typical plan, in O.M.A. Rem Koolhaas, Bruce Mau, S,M,L,XL, Rotterdam-New York, 1995.

Ad vocem “Tipo” in Adrian Forty, Parole ed edifici. Un vocabolario per l’architettura moderna, Pendragon, Bologna 2004.





precisazioni sugli elaborati per l'esame

Come descritto nel documento “guida al progetto e alla prova d’esame” gli elaborati per la consegna finale sono: ELENCO SINTETICO DEL...